Istruzione musicale, da quest’orecchio il governo non ci sente

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LETTERA AL DIRETTORE DEL CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

Istruzione musicale, da quest’orecchio il governo non ci sente
di Filippo Sica (Referente Istruzione Musicale FLC CGIL CAMPANIA)

Caro direttore, l’articolo di ieri intitolato <<Campania senza professori di musica. Ne arrivano 52 dal Centro-Nord >> richiede una precisazione poiché vengono sollevati interrogativi sulle motivazioni di una così insolita immigrazione di docenti di strumento musicale del Centro-Nord, che oltre tutto, non sarà sufficiente a coprire tutte le cattedre di strumento musicale disponibili. Tutto ciò rafforza le ragioni per cui la Flc Cgil aveva chiesto, ad un governo rivelatosi sordo, un piano pluriennale di immissione in ruolo che stabilizzasse anche gli abilitati che sono in II fascia d’Istituto e chi aveva maturato i famosi 36 mesi di lavoro continuativo. Infatti, la Campania è piena di docenti abilitati in grado di coprire le cattedre scoperte ma che, purtroppo per loro, sono quasi tutti in II fascia d’Istituto (abilitati con i recenti Pas, i Percorsi abilitanti speciali). I Conservatori campani hanno formato migliaia di docenti di qualità e abbiamo la più alta concentrazione di Licei Musicali, circa 300 scuole medie ad indirizzo musicale e circa 1200 cattedre di strumento musicale, che sono state create grazie all’interesse quotidiano di migliaia di musicisti. Va ricordato che la particolarità di quest’indirizzo è che ogni anno le famiglie devono produrre espressa richiesta di iscrizione dei propri figli e che la classe si forma dopo una prova orientativo-attitudinale, ragion per cui è richiesta una costante e qualitativa presenza sul territorio senza la quale in poco tempo nessuno più vorrebbe iscriversi. Tutto ciò ispirato dalla convinzione che imparare a suonare uno strumento musicale e fare musica d’insieme affina capacità e competenze trasversali fondamentali in ogni campo lavorativo: creatività, gioco di squadra ed efficienza nella realizzazione di un progetto.

Quindi, benvenuti al Sud, ma nella speranza che si risolva il problema di migliaia di precari rimasti ingiustamente fuori dal piano di stabilizzazione e che finalmente la classe politica metta al centro, come motore di sviluppo della nostra martoriata terra, anche la cultura, l’istruzione e la ricerca.