20121016 FLC Campania – ” Organici ATA scuole pubbliche campane: 300 posti in deroga. UNA BOCCATA DI OSSIGENO CHE RINVIA DI POCO IL DECLINO DEFINITIVO DELLA SCUOLA CAMPANA”. Documento della FLC Campania

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16 ottobre 2012

[…]

I 300 posti autorizzati dal Ministero dell’Istruzione sono assolutamente insufficienti per la realtà scolastica campana. […]

La FLC CGIL ritiene indispensabili ed urgenti ulteriori risorse ATA e, quanto prima, l’elaborazione di un piano nazionale per la rinascita della scuola pubblica in cui siano valorizzate tutte le professionalità, docenti ed ata, tutti i profili amministrativi, tecnici, ausiliari, senza i quali la scuola non si solleverà e si avvicinerà sempre più ad un punto di non ritorno.

Anche per questo la FLC ha proclamato lo sciopero dei lavoratori della scuola tenutosi il 12 ottobre con manifestazioni in tutte le province. La mobilitazione continua: la prossima tappa è la manifestazione nazionale indetta dalla CGIL per sabato 20 ottobre in Piazza S. Giovanni a Roma per la difesa del lavoro pubblico e privato (“Il lavoro prima di tutto”). Bisogna far cambiare l’agenda del Governo Monti: dalla crisi non si esce riducendo il lavoro”.

 

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16 ottobre 2012

[…]

I 300 posti autorizzati dal Ministero dell’Istruzione sono assolutamente insufficienti per la realtà scolastica campana. […]

La FLC CGIL ritiene indispensabili ed urgenti ulteriori risorse ATA e, quanto prima, l’elaborazione di un piano nazionale per la rinascita della scuola pubblica in cui siano valorizzate tutte le professionalità, docenti ed ata, tutti i profili amministrativi, tecnici, ausiliari, senza i quali la scuola non si solleverà e si avvicinerà sempre più ad un punto di non ritorno.

Anche per questo la FLC ha proclamato lo sciopero dei lavoratori della scuola tenutosi il 12 ottobre con manifestazioni in tutte le province. La mobilitazione continua: la prossima tappa è la manifestazione nazionale indetta dalla CGIL per sabato 20 ottobre in Piazza S. Giovanni a Roma per la difesa del lavoro pubblico e privato (“Il lavoro prima di tutto”). Bisogna far cambiare l’agenda del Governo Monti: dalla crisi non si esce riducendo il lavoro”.

 

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