20120725 FLC Campania – “Con i tagli alla spesa arrivano gli aumenti delle tasse: la regione Campania triplica le tasse per il diritto allo studio”. Documento della FLC CGIL Campania

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25 luglio 2012

Il 20 luglio con Decreto Regionale la nostra Regione ha deliberato l’aumento della tassa regionale per il Diritto allo Studio per il prossimo anno accademico 2012/2013 per i circa 190.000 iscritti alle Università campane. La tassa passa dagli attuali 62 euro a 140 euro, con un aumento del 126%. La delibera della Regione Campania pone in attuazione quanto previsto dal Decreto Legislativo del 29 marzo 2012, n. 68 “Revisione della normativa di principio in materia di diritto allo studio”, uno tra i più gravi decreti attuativi della Legge 240/2010 cosiddetta “Gelmini”.

Prima della sua approvazione e in sede di attuazione legislativa abbiamo contrastato con forza questa legge e gli interventi che ne sono seguiti. E le nostre osservazioni critiche trovano conferme drammatiche: dal crollo degli spazi di democraticità e autogoverno delle comunità universitarie al sostanziale blocco del reclutamento; dall’espulsione dei precari, all’impoverirsi dei percorsi formativi per gli studenti.

Viene oggi approvato il primo grave passo di un processo di sostanziale dismissione del diritto allo studio. E non stentiamo a immaginare che le prossime scelte saranno l’aumento delle tasse da parte degli atenei e l’estensione del numero programmato per l’accesso ai corsi di laurea in ottemperanza delle più recenti disposizioni sui requisiti minimi.

L’Università che si sta costruendo è censitaria, elitista e precarizzata. La Flc Cgil Campania, insieme con le associazioni studentesche, i coordinamenti dei precari, dei ricercatori e dei professori universitari, non intende interrompere le proprie iniziative a difesa di un sistema universitario pubblico, accessibile e di qualità.

Consapevoli che la scelta della Regione Campania di innalzare la tassa regionale sul diritto allo studio è imposta da un decreto legislativo nazionale, chiediamo che tutte le risorse raccolte vengano messe a disposizione del sistema regionale del diritto allo studio in maniera trasparente ed efficiente a copertura delle borse di studio per quegli studenti risultati idonei ma non beneficiari del sussidio.

Chiediamo agli Atenei della nostra Regione, a dispetto delle difficoltà di bilancio, di rifiutare l’innalzamento generalizzato delle tasse che non solo peserebbe sui redditi più bassi – accentuando la deriva censita nell’accesso all’istruzione universitaria già in atto come mostrato dall’ultima indagine Almalaurea – ma avrebbe come ricaduta il crollo del numero di nuovi immatricolati e quindi delle stesse entrate da contribuzione studentesca. Chiediamo quindi che gli Atenei si impegnino a non far ricorso al numero programmato per garantire la massima accessibilità alla formazione universitaria ai giovani della nostra Regione.

In un momento di crisi drammatica come quella che vive il nostro paese e in maniera più grave la nostra Regione, in una fase storica in cui un numero crescente di famiglie campane fanno fatica a garantire ai loro figli la permanenza all’Università, chiediamo alle istituzioni regionali e ai Rettori dei nostri Atenei il massimo impegno a contrastare lo smantellamento del sistema universitario regionale.

La Flc Cgil si impegna a costruire con tutte le associazioni studentesche, con le famiglie, con i lavoratori dei nostri Atenei e le realtà della società civile che hanno a cuore il diritto allo studio e la salvaguardia del sistema universitario pubblico momenti di confronto e iniziative di lotta affinché la formazione universitaria e la ricerca vengano considerate opportunità di crescita civile ed umana e di sviluppo e non costi da tagliare.

La Segreteria Regionale Flc Cgil Campania

25 luglio 2012

Il 20 luglio con Decreto Regionale la nostra Regione ha deliberato l’aumento della tassa regionale per il Diritto allo Studio per il prossimo anno accademico 2012/2013 per i circa 190.000 iscritti alle Università campane. La tassa passa dagli attuali 62 euro a 140 euro, con un aumento del 126%. La delibera della Regione Campania pone in attuazione quanto previsto dal Decreto Legislativo del 29 marzo 2012, n. 68 “Revisione della normativa di principio in materia di diritto allo studio”, uno tra i più gravi decreti attuativi della Legge 240/2010 cosiddetta “Gelmini”.

Prima della sua approvazione e in sede di attuazione legislativa abbiamo contrastato con forza questa legge e gli interventi che ne sono seguiti. E le nostre osservazioni critiche trovano conferme drammatiche: dal crollo degli spazi di democraticità e autogoverno delle comunità universitarie al sostanziale blocco del reclutamento; dall’espulsione dei precari, all’impoverirsi dei percorsi formativi per gli studenti.

Viene oggi approvato il primo grave passo di un processo di sostanziale dismissione del diritto allo studio. E non stentiamo a immaginare che le prossime scelte saranno l’aumento delle tasse da parte degli atenei e l’estensione del numero programmato per l’accesso ai corsi di laurea in ottemperanza delle più recenti disposizioni sui requisiti minimi.

L’Università che si sta costruendo è censitaria, elitista e precarizzata. La Flc Cgil Campania, insieme con le associazioni studentesche, i coordinamenti dei precari, dei ricercatori e dei professori universitari, non intende interrompere le proprie iniziative a difesa di un sistema universitario pubblico, accessibile e di qualità.

Consapevoli che la scelta della Regione Campania di innalzare la tassa regionale sul diritto allo studio è imposta da un decreto legislativo nazionale, chiediamo che tutte le risorse raccolte vengano messe a disposizione del sistema regionale del diritto allo studio in maniera trasparente ed efficiente a copertura delle borse di studio per quegli studenti risultati idonei ma non beneficiari del sussidio.

Chiediamo agli Atenei della nostra Regione, a dispetto delle difficoltà di bilancio, di rifiutare l’innalzamento generalizzato delle tasse che non solo peserebbe sui redditi più bassi – accentuando la deriva censita nell’accesso all’istruzione universitaria già in atto come mostrato dall’ultima indagine Almalaurea – ma avrebbe come ricaduta il crollo del numero di nuovi immatricolati e quindi delle stesse entrate da contribuzione studentesca. Chiediamo quindi che gli Atenei si impegnino a non far ricorso al numero programmato per garantire la massima accessibilità alla formazione universitaria ai giovani della nostra Regione.

In un momento di crisi drammatica come quella che vive il nostro paese e in maniera più grave la nostra Regione, in una fase storica in cui un numero crescente di famiglie campane fanno fatica a garantire ai loro figli la permanenza all’Università, chiediamo alle istituzioni regionali e ai Rettori dei nostri Atenei il massimo impegno a contrastare lo smantellamento del sistema universitario regionale.

La Flc Cgil si impegna a costruire con tutte le associazioni studentesche, con le famiglie, con i lavoratori dei nostri Atenei e le realtà della società civile che hanno a cuore il diritto allo studio e la salvaguardia del sistema universitario pubblico momenti di confronto e iniziative di lotta affinché la formazione universitaria e la ricerca vengano considerate opportunità di crescita civile ed umana e di sviluppo e non costi da tagliare.

La Segreteria Regionale Flc Cgil Campania