20120330 FLC – Riforma mercato del lavoro. “L’articolo 18 non si tocca, il Paese ha bisogno di crescita, non di licenziamenti”. I comparti della conoscenza verso la mobilitazione

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30 marzo 2012

Il Governo Monti vuole solo più libertà di licenziamento nei settori pubblici e privati anziché impegnarsi ad aumentare l’occupazione e a garantire migliori condizioni di lavoro.

Dopo la riforma delle pensioni, tra le peggiori in Europa, si vuole cancellare l’art. 18 per lasciare mano libera alle imprese e alle pubbliche amministrazioni per potersi liberare dei lavoratori che non si piegano ai ricatti.

Nei settori pubblici si intende continuare con le logiche della Brunetta e cioè meno diritti, più arbitrio, cancellazione della liberta di insegnamento e di ricerca. Non è vero nemmeno che i provvedimenti del Governo riducono la precarietà ed estendono gli ammortizzatori sociali. Per scuola, università, ricerca, conservatori ed accademie non c’è assolutamente nulla di concreto ed ai giovani viene ulteriormente tagliato il diritto allo studio. Nei prossimi giorni tantissimi ricercatori precari rischiano di essere licenziati e per la scuola non ci sono posti per le immissioni in ruolo perché continuano i tagli. Il Ministro Profumo non intende cambiare niente delle controriforme della Gelmini a partire dalla necessità di tornare ad investire in istruzione e ricerca.

Per queste ragioni la FLC CGIL chiama tutti comparti della conoscenza alla mobilitazione contro le scelte del Governo che riportano indietro la civiltà del lavoro. Fino ad ora sono stati salvaguardati i poteri forti e colpiti i lavoratori, i giovani e i pensionati e pretendono pure di convincere il Paese che ci sarebbe stata equità.

30 marzo 2012

Il Governo Monti vuole solo più libertà di licenziamento nei settori pubblici e privati anziché impegnarsi ad aumentare l’occupazione e a garantire migliori condizioni di lavoro.

Dopo la riforma delle pensioni, tra le peggiori in Europa, si vuole cancellare l’art. 18 per lasciare mano libera alle imprese e alle pubbliche amministrazioni per potersi liberare dei lavoratori che non si piegano ai ricatti.

Nei settori pubblici si intende continuare con le logiche della Brunetta e cioè meno diritti, più arbitrio, cancellazione della liberta di insegnamento e di ricerca. Non è vero nemmeno che i provvedimenti del Governo riducono la precarietà ed estendono gli ammortizzatori sociali. Per scuola, università, ricerca, conservatori ed accademie non c’è assolutamente nulla di concreto ed ai giovani viene ulteriormente tagliato il diritto allo studio. Nei prossimi giorni tantissimi ricercatori precari rischiano di essere licenziati e per la scuola non ci sono posti per le immissioni in ruolo perché continuano i tagli. Il Ministro Profumo non intende cambiare niente delle controriforme della Gelmini a partire dalla necessità di tornare ad investire in istruzione e ricerca.

Per queste ragioni la FLC CGIL chiama tutti comparti della conoscenza alla mobilitazione contro le scelte del Governo che riportano indietro la civiltà del lavoro. Fino ad ora sono stati salvaguardati i poteri forti e colpiti i lavoratori, i giovani e i pensionati e pretendono pure di convincere il Paese che ci sarebbe stata equità.