20090420 FLC Campania – Definiti gli organici docenti scuola primaria: solo pesanti tagli e nessuna risposta alle famiglie. Documento della FLC Campania

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20 aprile 2009

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Caduta la maschera alle bugie del Ministro.

Scuola primaria: solo pesanti tagli,

nessuna risposta alle richieste delle famiglie.

Assemblee in tutte le province venerdì 24 aprile ore 16.00

 

Nella giornata di lunedì 20 aprile la Direzione Scolastica Regionale per la Campania ha terminato la definizione dell’organico docenti della scuola primaria. I tagli in Regione ammontano a 1.844, pari al 18,50 per cento dell’intera riduzione nazionale. 

Le decurtazioni sono così ripartite tra le province: Avellino -146, Benevento -73, Caserta -327, Napoli -907, Salerno -391.

Il taglio effettuato non è giustificato dal calo degli alunni, il cui numero è pressoché rimasto invariato: -2.200 su circa 300.000.

Per rientrare nei tetti stabiliti dal MIUR, la Direzione taglia 329 classi, innalza il numero di alunni per classe, riduce i posti di lingua straniera e accorpa le classi, in molti casi  senza tenere conto della capienza delle aule, delle condizioni di sicurezza igienico-ambientale e strutturale degli edifici scolastici, non rispettando le stesse norme per la definizione degli organici e la formazione delle classi. Si ritorna al passato con la ricostituzione delle pluriclassi.

Non viene data risposta alle richieste di tempo scuola delle famiglie, che al 97 per cento hanno chiesto tempi lunghi di apprendimento: non si potenzia il tempo pieno, le cui classi sono poco più del 5 per cento, con le richieste che arrivano al 12 per cento. L’organico così definito necessiterebbe di altri 1.500 posti per soddisfare le opzioni delle famiglie.

La scure dei tagli si abbatte su di una rete scolastica già molto debole. Si rischia di condannare definitivamente all’arretratezza la regione Campania e l’intero Mezzogiorno d’Italia, allontanando la possibilità di sviluppo, anche in considerazione della pesante crisi economica che richiederebbe scelte completamente diverse, come quella di investire sulla formazione pubblica, potenziandone la qualità.

Tutto ciò non può passare sotto silenzio e necessita la consapevolezza dell’intera società. La lotta per la difesa della scuola pubblica deve continuare con il coinvolgimento dei lavoratori, anche di altri settori, delle associazioni, dei genitori, delle amministrazioni locali.

Le prime iniziative partono venerdì 24 aprile alle ore 16, con assemblee in tutte le province del personale docente ed ata della scuola primaria, alle quali sono invitati gli altri soggetti interessati.

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20 aprile 2009

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Caduta la maschera alle bugie del Ministro.

Scuola primaria: solo pesanti tagli,

nessuna risposta alle richieste delle famiglie.

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Nella giornata di lunedì 20 aprile la Direzione Scolastica Regionale per la Campania ha terminato la definizione dell’organico docenti della scuola primaria. I tagli in Regione ammontano a 1.844, pari al 18,50 per cento dell’intera riduzione nazionale. 

Le decurtazioni sono così ripartite tra le province: Avellino -146, Benevento -73, Caserta -327, Napoli -907, Salerno -391.

Il taglio effettuato non è giustificato dal calo degli alunni, il cui numero è pressoché rimasto invariato: -2.200 su circa 300.000.

Per rientrare nei tetti stabiliti dal MIUR, la Direzione taglia 329 classi, innalza il numero di alunni per classe, riduce i posti di lingua straniera e accorpa le classi, in molti casi  senza tenere conto della capienza delle aule, delle condizioni di sicurezza igienico-ambientale e strutturale degli edifici scolastici, non rispettando le stesse norme per la definizione degli organici e la formazione delle classi. Si ritorna al passato con la ricostituzione delle pluriclassi.

Non viene data risposta alle richieste di tempo scuola delle famiglie, che al 97 per cento hanno chiesto tempi lunghi di apprendimento: non si potenzia il tempo pieno, le cui classi sono poco più del 5 per cento, con le richieste che arrivano al 12 per cento. L’organico così definito necessiterebbe di altri 1.500 posti per soddisfare le opzioni delle famiglie.

La scure dei tagli si abbatte su di una rete scolastica già molto debole. Si rischia di condannare definitivamente all’arretratezza la regione Campania e l’intero Mezzogiorno d’Italia, allontanando la possibilità di sviluppo, anche in considerazione della pesante crisi economica che richiederebbe scelte completamente diverse, come quella di investire sulla formazione pubblica, potenziandone la qualità.

Tutto ciò non può passare sotto silenzio e necessita la consapevolezza dell’intera società. La lotta per la difesa della scuola pubblica deve continuare con il coinvolgimento dei lavoratori, anche di altri settori, delle associazioni, dei genitori, delle amministrazioni locali.

Le prime iniziative partono venerdì 24 aprile alle ore 16, con assemblee in tutte le province del personale docente ed ata della scuola primaria, alle quali sono invitati gli altri soggetti interessati.

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