20090206 CGIL – Parte la campagna antirazzismo: “Stesso sangue, stessi diritti”. Aderisci anche tu

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6 febbraio 2009

CGIL CAMPANIA: PARTE LA CAMPAGNA ANTIRAZZISMO.

“Io ci sto: stesso sangue stessi diritti”

ImageParte anche in Campania la campagna nazionale promossa da Cgil contro il razzismo, che ha già raccolto numerose adesioni, a partire da quella del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
“La campagna ha un titolo “Io ci sto” – spiega Jamal Quaddorah, responsabile Ufficio immigrati Cgil Campania – che indica come, al di là dell’azione collettiva, per combattere il fenomeno del razzismo sia necessario un impegno civile soggettivo, il convincimento di ciascuno che l’intolleranza, il disprezzo del diverso è un vulnus per ogni persona che ha a cuore la democrazia, l’eguaglianza tra diversi, la convivenza”.
“La pesantezza della crisi economica, l’incertezza per il futuro e l’aggravarsi delle condizioni di vita quotidiana – afferma Teresa Granato, segretaria regionale Cgil Campania – sono le pericolose concause che acuiscono anche nella nostra regione – da sempre terra di accoglienza, crocevia di culture – fenomeni di sopraffazione dei più deboli, di rifiuto dell’altro e del moltiplicarsi di episodi sempre più gravi di xenofobia che devono indurci ad agire. Per questo, sul versante delle politiche per l’immigrazione, la Cgil ha preparato un pacchetto di proposte per l’integrazione/inclusione delle persone straniere che nella prevalenza dei casi, spinte dal bisogno, cercano nel nostro paese un’opportunità per vivere in pace, come fecero tanti italiani migranti nel mondo”.
“E insieme – continua la Granato – chiedono alla politica e alle istituzioni interventi – locali e nazionali – per il sostegno ai più deboli e per una legislazione non discriminatoria/punitiva per i migranti”.
“E’ pericoloso dire, come fa il Ministro Maroni – sottolinea la segretaria regionale – che verso gli extracomunitari bisogna essere cattivi: si rischia di avallare episodi come quelli di Pianura o di Ponticelli, di mettere a tacere lo sdegno civile per eccidi come quello di Castelvolturno o le aggressioni e le vicende intollerabili della cronaca degli ultimi giorni”.
“I migranti, anche quelli spesso spinti ai margini della legalità forzosamente – conclude – costituiscono una risorsa economica e culturale sempre più rilevante in Italia e nella nostra regione. Parlare di loro e con loro è parlare ad un pezzo del nostro futuro”.
Michele Gravano, segretario generale Cgil Campania, invita perciò “intellettuali, artisti, rappresentanti istituzionali e della Chiesa, politici e imprenditori, ad aderire ad una campagna civile che nella nostra regione sta già raccogliendo consensi tra lavoratori, pensionati, cittadini che hanno a cuore la buona convivenza civile e la fratellanza tra i popoli e le persone”.
“Come ci ha ricordato il nostro Presidente Napolitano – conclude Gravano – si tratta di una campagna che impegna ognuno di noi e la collettività a tenere fede ai principi di eguaglianza e legalità con cui contrastare antichi pregiudizi e contribuire alla costruzione di una società aperta e plurale in cui tutti possano riconoscersi e rispettarsi”.
Aderisci anche tu cliccando qui
Guarda l’elenco delle adesioni
vai al materiale su www.flcgil.it

 

 

 

 

6 febbraio 2009

CGIL CAMPANIA: PARTE LA CAMPAGNA ANTIRAZZISMO.

“Io ci sto: stesso sangue stessi diritti”

ImageParte anche in Campania la campagna nazionale promossa da Cgil contro il razzismo, che ha già raccolto numerose adesioni, a partire da quella del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
“La campagna ha un titolo “Io ci sto” – spiega Jamal Quaddorah, responsabile Ufficio immigrati Cgil Campania – che indica come, al di là dell’azione collettiva, per combattere il fenomeno del razzismo sia necessario un impegno civile soggettivo, il convincimento di ciascuno che l’intolleranza, il disprezzo del diverso è un vulnus per ogni persona che ha a cuore la democrazia, l’eguaglianza tra diversi, la convivenza”.
“La pesantezza della crisi economica, l’incertezza per il futuro e l’aggravarsi delle condizioni di vita quotidiana – afferma Teresa Granato, segretaria regionale Cgil Campania – sono le pericolose concause che acuiscono anche nella nostra regione – da sempre terra di accoglienza, crocevia di culture – fenomeni di sopraffazione dei più deboli, di rifiuto dell’altro e del moltiplicarsi di episodi sempre più gravi di xenofobia che devono indurci ad agire. Per questo, sul versante delle politiche per l’immigrazione, la Cgil ha preparato un pacchetto di proposte per l’integrazione/inclusione delle persone straniere che nella prevalenza dei casi, spinte dal bisogno, cercano nel nostro paese un’opportunità per vivere in pace, come fecero tanti italiani migranti nel mondo”.
“E insieme – continua la Granato – chiedono alla politica e alle istituzioni interventi – locali e nazionali – per il sostegno ai più deboli e per una legislazione non discriminatoria/punitiva per i migranti”.
“E’ pericoloso dire, come fa il Ministro Maroni – sottolinea la segretaria regionale – che verso gli extracomunitari bisogna essere cattivi: si rischia di avallare episodi come quelli di Pianura o di Ponticelli, di mettere a tacere lo sdegno civile per eccidi come quello di Castelvolturno o le aggressioni e le vicende intollerabili della cronaca degli ultimi giorni”.
“I migranti, anche quelli spesso spinti ai margini della legalità forzosamente – conclude – costituiscono una risorsa economica e culturale sempre più rilevante in Italia e nella nostra regione. Parlare di loro e con loro è parlare ad un pezzo del nostro futuro”.
Michele Gravano, segretario generale Cgil Campania, invita perciò “intellettuali, artisti, rappresentanti istituzionali e della Chiesa, politici e imprenditori, ad aderire ad una campagna civile che nella nostra regione sta già raccogliendo consensi tra lavoratori, pensionati, cittadini che hanno a cuore la buona convivenza civile e la fratellanza tra i popoli e le persone”.
“Come ci ha ricordato il nostro Presidente Napolitano – conclude Gravano – si tratta di una campagna che impegna ognuno di noi e la collettività a tenere fede ai principi di eguaglianza e legalità con cui contrastare antichi pregiudizi e contribuire alla costruzione di una società aperta e plurale in cui tutti possano riconoscersi e rispettarsi”.
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