12 dicembre 2014, uno sciopero che unisce

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Lo sciopero generale proclamato da CGIL e UIL per il 12 dicembre 2014 è la risposta alle politiche fallimentari del Governo che stanno scaricando i costi della crisi sui lavoratori, i pensionati, le nuove generazioni e la parte più debole del Paese.

Si arriva a proporre l’ennesima cannibalizzazione delle risorse per risolvere quello che i giudici europei hanno imposto, cioè la stabilizzazione dei 150.000 precari, di cui una politica vecchia e scellerata ha abusato reiterando contratti a termine in presenza di posti liberi e disponibili. La categoria rischia di vedere i contratti fermi al 2009, ferme le progressioni economiche, a fronte di un aumento dei carichi di lavoro in pericolosa gestazione, e di un sistema di progressione di carriera che dietro una sbandierata “meritocrazia” cela un modello desueto perfino nelle aziende, di tipo ispettivo-gerarchico, con l’esclusione preconfigurata di un terzo dei docenti. E ancora, riduzione dei finanziamenti alle scuole, all’università, alla ricerca e dichiarazioni sconcertanti del Ministro, secondo la quale la scuola paritaria farebbe risparmiare lo Stato, con buona pace del diritto costituzionale all’istruzione pubblica, e del sottosegretario, che esprime vicinanza a quanti occupano le scuole, dimenticando quanto dirigenti, docenti e personale ATA hanno fatto e continuano a fare per far funzionare laboratori e nuove metodologie didattiche con importanti strumentazioni tecnologiche!

Il Jobs Act e la legge di stabilità 2015 sono i segnali più evidenti della subalternità del Governo alla Confindustria e ai poteri forti. Si vuole cancellare la funzione del sindacato, nei settori pubblici e nei settori privati, per indebolire i diritti dei lavoratori e ridurre ulteriormente i salari. 

Le manifestazioni del 25 ottobre e dell’8 novembre scorsi hanno evidenziato come il lavoro e il suo valore debbono tornare ad essere centrali per dare risposte alla domanda di cambiamento che emerge dal Paese.

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